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Sicurezza9 min di lettura

Crittografia end to end: cosa significa e cosa protegge

Quasi tutti i servizi «crittografano i tuoi file». Solo la crittografia end to end li rende illeggibili per il servizio stesso. Ecco come funziona, in parole semplici, cosa cambia su WhatsApp e Telegram e dove sono i suoi limiti.

Di Team Transfr

Crittografia end to end (E2EE, «da un capo all’altro») significa che i tuoi file o messaggi vengono crittografati sul tuo dispositivo prima di partire, e possono essere decrittati solo da chi possiede la chiave, mai dal servizio che li conserva e li consegna. I normali servizi «crittografati» proteggono i dati durante il viaggio e sui loro dischi, ma tengono le chiavi per sé; con la crittografia end to end vedono soltanto dati illeggibili.

La differenza sembra tecnica, ma decide chi può leggere i tuoi file se un server viene violato, se un dipendente guarda dove non dovrebbe o se arriva una richiesta delle autorità. Questa guida spiega i tre tipi di crittografia che trovi pubblicizzati, cosa significa la crittografia end to end su WhatsApp e Telegram, come funziona in un trasferimento di file e quali sono i suoi limiti pratici.

Tre tipi di crittografia a confronto

Cosa protegge ogni livello di crittografia
TipoCosa proteggeChi ha la chiaveIl servizio può leggere i file?
In transito (TLS, il lucchetto nel browser)I file mentre viaggiano in reteIl tuo browser e il server, sessione per sessioneSì, una volta arrivati
A riposo (per esempio AES-256 sui dischi)I file archiviati sui dischi del fornitoreIl fornitoreSì
End to endI file ovunque, al di fuori dei dispositivi di mittente e destinatarioSolo chi ha la chiaveNo

Quando un servizio parla di «crittografia standard TLS», intende la crittografia in transito: oggi TLS 1.3 (RFC 8446), che protegge da chi intercetta il traffico in rete. La crittografia a riposo protegge invece dal furto di un disco. Sono entrambe standard e utili, ma in tutti e due i casi il servizio può decrittare i file, perché gestisce le chiavi. La crittografia end to end aggiunge sopra un livello che il servizio non può togliere.

Crittografia end to end su WhatsApp: cosa significa

È la stessa idea applicata a una chat. Secondo WhatsApp, la crittografia end to end è attiva di default e sempre, senza nulla da impostare, quando tu e i tuoi contatti usate l’ultima versione dell’app: copre chiamate, messaggi, foto, video, file e messaggi vocali, chat di gruppo comprese. Nelle parole di WhatsApp, i messaggi personali restano tra te e le persone che scegli, e «nemmeno WhatsApp» può vederli, perché solo tu e il destinatario avete la chiave per sbloccarli.

Un dettaglio che spesso sfugge riguarda il backup di WhatsApp: per le copie salvate su Google Drive o iCloud, la crittografia end to end è un livello di sicurezza in più, facoltativo, da attivare scegliendo una password o una chiave di 64 cifre che conosci solo tu. Se non lo attivi, i messaggi restano crittografati end to end durante l’invio, ma la copia di backup non ha questo livello in più.

E la crittografia end to end su Telegram?

Qui la risposta è diversa. Le FAQ ufficiali di Telegram spiegano che le normali chat «cloud», private e di gruppo, usano una crittografia server-client: sono archiviate crittografate nel cloud di Telegram, ma non sono end to end. Solo le chat segrete usano la crittografia end to end, e sono legate al dispositivo da cui le avvii: non fanno parte del cloud e non le ritrovi sugli altri dispositivi. Per conversazioni delicate su Telegram, quindi, devi aprire esplicitamente una chat segreta con quel contatto.

Anche Meta ha annunciato a dicembre 2023 l’avvio della crittografia end to end predefinita per i messaggi e le chiamate personali su Messenger. Il principio è sempre lo stesso: conta chi ha le chiavi, non la parola «crittografato» nella pubblicità.

Crittografia end to end: come funziona quando invii file

  1. Passo 1

    Il browser crea una chiave

    Quando attivi l’E2EE, il tuo browser genera una chiave segreta casuale. Non devi digitarla né ricordarla.

  2. Passo 2

    I file vengono crittografati prima del caricamento

    Ogni file viene crittografato sul tuo dispositivo con quella chiave, usando un algoritmo moderno come AES in modalità GCM, che rileva anche eventuali manomissioni.

  3. Passo 3

    Viene caricato solo il testo cifrato

    Il servizio archivia e consegna dati crittografati che non può leggere.

  4. Passo 4

    La chiave viaggia nel link

    La chiave viene aggiunta al link di download dopo il simbolo #. Quella parte di un URL resta nel browser.

  5. Passo 5

    Il browser del destinatario decritta

    Quando il destinatario apre il link completo, il suo browser scarica i file crittografati e li decritta in locale con la chiave.

Perché la chiave dopo il # resta privata

Un indirizzo web può terminare con un frammento, la parte dopo il simbolo #. Lo standard HTTP (RFC 9110) stabilisce che gli identificatori di frammento sono riservati all’elaborazione lato client e non vengono inviati nelle richieste: quando il destinatario apre il link, il browser chiede la pagina al server senza il frammento, poi legge la chiave in locale. È il modello reso popolare dall’ex servizio Firefox Send di Mozilla, ed è così che funziona la crittografia end-to-end di Transfr.

Da cosa ti protegge la crittografia end to end

  • Una violazione dei server del fornitore: i file rubati sono illeggibili senza le chiavi.
  • Gli accessi interni: il personale del servizio non può aprire i tuoi file.
  • Le richieste al fornitore: il servizio non può consegnare un contenuto leggibile che non ha mai avuto.
  • Un archivio configurato male: anche se uno spazio di archiviazione restasse esposto, il contenuto sarebbe testo cifrato.

C’è anche un vantaggio normativo. Con il GDPR, un’azienda non deve comunicare una violazione agli interessati se i dati erano stati resi incomprensibili a chi non è autorizzato ad accedervi, «quali la cifratura» (articolo 34, paragrafo 3, lettera a). Il Comitato europeo per la protezione dei dati precisa che questo vale solo per dati cifrati correttamente e con una chiave non compromessa. Approfondisci nella nostra guida su invio file e GDPR.

Da cosa non ti protegge

  • Un link finito in giro: chi ha il link completo ha la chiave.
  • Un dispositivo compromesso: un malware o un’estensione del browser malevola sul computer del mittente o del destinatario può vedere i file prima della crittografia o dopo la decrittazione. La stessa RFC 9110 ricorda che i frammenti restano visibili agli script della pagina.
  • I metadati: a seconda del servizio, nomi dei file, dimensioni, date e indirizzi email possono restare visibili.
  • Cosa fa il destinatario dopo: una volta decrittato e salvato, il file è un file qualsiasi.

I compromessi nella pratica

Visto che il servizio non può leggere i file, non può nemmeno farci granché. Su Transfr, per esempio, attivare la crittografia end-to-end significa che:

  • I file vengono crittografati nel browser con AES-128-GCM e la chiave viene inserita nel frammento del link. Sotto continua ad applicarsi la crittografia dell’archiviazione (AES-256 a riposo).
  • Le anteprime vengono generate nel browser del destinatario dopo la decrittazione, per file fino a 2 GB e solo quando il link contiene la chiave; i file più grandi vanno scaricati.
  • La struttura delle cartelle non viene mantenuta, un caricamento interrotto non si può riprendere dopo aver ricaricato la pagina, e i file importati da Drime non possono essere crittografati end-to-end, perché è Transfr a copiarli per te.
  • La chiave non viene mai memorizzata sui server di Transfr. Però ogni volta che Transfr invia un link per email, ai tuoi destinatari o nell’email di conferma che ricevono i mittenti con un account, il tuo browser gli passa il link completo, chiave compresa, per poterlo inserire nel messaggio; viene usato solo per quell’email, che poi resta nelle caselle di posta. Per la configurazione più rigorosa, copia tu il link e condividilo con un canale di cui ti fidi.

Nessuno di questi è un difetto: sono la conseguenza diretta di un servizio che non può vedere i tuoi contenuti. Per gli invii di tutti i giorni bastano spesso una password e una scadenza; per i materiali riservati, la protezione in più vale questi compromessi.

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Crittografia end to end o password: che differenza c’è?

Risolvono problemi diversi e funzionano bene insieme. La password controlla chi può aprire la pagina di download; la verifica il servizio, che quindi potrebbe comunque accedere ai file. La crittografia end to end controlla chi può leggere il contenuto, servizio compreso. Combinandole, un link finito in giro non basta e il fornitore non vede mai il contenuto. Il nostro articolo sui link con password e scadenza spiega come sceglierle.

Quando usare la crittografia end to end?

SituazioneE2EE consigliata?
Foto delle vacanze per la famigliaFacoltativa
Consegne ai clienti (grafica, video)Utile per i lavori non ancora pubblicati
Contratti, buste paga, documenti d’identitàSì
Documenti medici, legali o finanziariSì, con password e scadenza breve
Codice sorgente, piani di prodotto, documenti di fusioni e acquisizioniSì

La crittografia end to end negli strumenti che già usi

Probabilmente la usi ogni giorno senza accorgertene: oltre a WhatsApp, servizi come Proton Drive, Tresorit Send e Wormhole crittografano i file nel browser prima del caricamento. I servizi cloud più diffusi, invece, in genere crittografano i file in transito e a riposo con chiavi gestite dal fornitore. La nostra selezione di siti per inviare file pesanti gratis indica quali offrono la crittografia end to end gratuitamente, e la pagina per gli studi legali mostra come i professionisti la combinano con password e scadenze brevi.

Come verificare che un servizio usi davvero la crittografia end to end

  • La crittografia deve avvenire prima del caricamento, nel tuo browser o nell’app, non «sui nostri server sicuri».
  • Il servizio deve dichiarare che non conserva le chiavi; cerca chiavi nel frammento del link o ricavate da un segreto che conosci solo tu, e verifica cosa succede quando invia i link per email al posto tuo.
  • Se il servizio può mostrarti un’anteprima generata sui suoi server, o analizzare un file crittografato senza la chiave, non è end to end.
  • Cerca una descrizione dell’algoritmo e del funzionamento, non solo «sicurezza di livello bancario».

Per un insieme più ampio di buone abitudini, dalle password a chi deve ricevere cosa, leggi la nostra checklist per inviare file in modo sicuro e la pagina sul trasferimento file sicuro.

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